Prese elettriche in Cina: serve l'adattatore?
La corrente è la stessa dell'Italia, le prese no. Ecco quali spine si usano in Cina, quale adattatore mettere in valigia e cosa controllare su caricabatterie e power bank.
A cura di conCarlo · aggiornato il 23 ottobre 2026

In breve: sì, serve un adattatore. In Cina la corrente è a 220 volt e 50 hertz, come in Italia, ma le prese sono di tipo A (due lamelle piatte) e tipo I (due lamelle piatte a V più la terra). Le spine italiane, con i poli tondi, non entrano nelle prese installate secondo la norma attuale. Basta un adattatore per il tipo I o un adattatore universale.
Le prese cinesi: tipo A e tipo I
| Cina continentale | Italia | |
|---|---|---|
| Tensione | 220 V | 230 V |
| Frequenza | 50 Hz | 50 Hz |
| Prese | Tipo A (due lamelle piatte) e tipo I (tre lamelle, due a V e la terra) | Tipo C, F e L (poli tondi) |
Fino a qualche anno fa in Cina erano diffuse anche le prese "miste", che accettavano pure le spine europee a poli tondi (tipo C). Con la norma GB/T 1002-2021 queste prese non sono più conformi e non si installano più; negli edifici meno recenti se ne trovano ancora, ma non conviene contarci.

Quale adattatore comprare
- Adattatore per il tipo I (lo stesso che si usa in Australia): va bene nelle prese a tre fori ed è l'unico che porta la messa a terra.
- Adattatore universale: è la scelta più comoda se viaggi spesso, perché ha tutte le spine. Meglio se ha anche le porte USB, così carichi telefono e orologio insieme.
- Quanti: almeno uno a persona, o una presa multipla italiana con un solo adattatore, così la sera carichi tutto da una sola presa.
Serve un trasformatore? Quasi mai
Siccome la tensione è praticamente la stessa dell'Italia, i nostri apparecchi funzionano. Telefoni, tablet, computer e macchine fotografiche hanno di solito caricabatterie che accettano da 100 a 240 volt: lo trovi scritto in piccolo sull'alimentatore ("INPUT 100-240V"). Un trasformatore servirebbe solo per apparecchi comprati negli Stati Uniti o in Giappone che funzionano solo a 110-120 volt.
Power bank: serve il marchio 3C sui voli interni
Dal 28 giugno 2025 sui voli interni cinesi non sono ammessi i power bank senza il marchio di certificazione cinese 3C, con il marchio poco leggibile o di modelli richiamati dal produttore (Ente nazionale del turismo cinese, 27/06/2025). Se nel tuo viaggio ci sono voli interni, controlla il power bank prima di partire. Altri consigli sono nella guida su cosa mettere in valigia.
Hong Kong e Macao usano altre prese (soprattutto il tipo G, quello inglese): se il viaggio passa anche da lì, l'adattatore universale risolve tutto. Il nostro viaggio di gruppo Tian Soul resta in Cina continentale, da Pechino a Shanghai.
Domande frequenti
Che prese ci sono in Cina?
Il tipo A, con due lamelle piatte, e il tipo I, con due lamelle piatte a V e la terra. La corrente è a 220 volt e 50 hertz.
In Cina serve l'adattatore per le prese?
Sì. Le spine italiane hanno i poli tondi e non entrano nelle prese cinesi conformi alla norma attuale. Serve un adattatore per il tipo I o uno universale.
Il caricabatterie del telefono funziona in Cina?
Quasi sempre sì, con l'adattatore: la corrente è a 220 volt e i caricabatterie di telefoni e computer di solito accettano da 100 a 240 volt. Controlla la scritta INPUT sull'alimentatore.
Si può portare il power bank in Cina?
Sì, nel bagaglio a mano. Sui voli interni cinesi, dal 28 giugno 2025, è ammesso solo se ha il marchio di certificazione cinese 3C ben leggibile e non è un modello richiamato.
Fonti e riferimenti
- Wikipedia, Mains electricity by country (Cina: tipi A e I, 220 V 50 Hz, norma GB/T 1002-2021) (consultata il 22/10/2026)
- China National Tourist Office (Londra), divieto dei power bank senza 3C sui voli interni (27/06/2025)
Regole, prezzi e orari in Cina cambiano spesso: prima di partire ricontrolla sempre sul sito ufficiale.
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